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Giovedì 9 novembre, noi alunni della classe III D, insieme ai compagni della III E e alle terze di Arcevia e Montecarotto, siamo andati in visita guidata a Roma.

Ad accompagnarci sono state le nostre professoresse Bocci e Marchetti. Le classi di Arcevia e Montecarotto sono stare invece accompagnate dagli insegnanti Battisti, Bomprezzi e Montanari.

L’uscita è stata preceduta da alcune lezioni aventi per argomento l’impressionismo e le istituzioni della Repubblica italiana.

Con i nostri docenti abbiamo approfondito, in particolare, la vita e la produzione di Claude Monet, un illustre pittore impressionista, la Costituzione e il funzionamento del sistema parlamentare dell’Italia.

Infatti, lo scopo del nostro viaggio era quello di visitare una mostra al Complesso del Vittoriano con esposte alcune delle opere del pittore in questione, prese in prestito dalla collezione privata di suo figlio e dal museo “Marmottan” di Parigi.

Altra meta dell’uscita era Palazzo Montecitorio, “la casa” della democrazia italiana.

Quella giornata è iniziata per noi molto presto, in quanto la partenza era prevista alle sei del mattino, in modo da arrivare puntuali per la mostra che avevamo prenotato per mezzogiorno.

Appena il nostro pullman è arrivato a Roma, ci siamo divisi in due gruppi: noi alunni di Serra ci siamo diretti subito alla mostra, che i nostri compagni di Arcevia e Montecarotto avrebbero invece visitato nel pomeriggio. Essi, accompagnati dai loro insegnanti, si sono nel frattempo recati a Palazzo Montecitorio.

L’esposizione, che si è aperta il 19 ottobre 2017 e si chiuderà l’11 febbraio 2018, contiene un’enorme quantità di dipinti, tra cui l’opera che ha dato il nome all’impressionismo: “Impression, Soleil levant”.

Una volta arrivati, siamo stati accolti da una giovane e simpatica guida che ci ha condotto all’interno del Vittoriano.

La prima cosa che abbiamo visto sono state delle caricature realizzate da Monet durante il suo periodo di vita a Le Hauvre e dei ritratti di famiglia. Successivamente abbiamo osservato dei quadri realizzati dal pittore all’inizio della sua carriera, come ad esempio “Il treno nella neve. La locomotiva”, “Vétheuil nella nebbia” e “La spiaggia di Pourville. Sole al tramonto”.

Si tratta di dipinti caratterizzati da tratti veloci del pennello che seguono i movimenti fatti dallo sguardo dell’osservatore, da contorni indefiniti e da assenza di narrazione, sostituita da paesaggi storici, nei quali conta l’impressione suscitata da essi in chi li guarda.

Al termine della carrellata ci siamo imbattuti negli ultimi quadri dipinti da Monet, nei quali il soggetto sembra quasi scomparire dietro le pennellate frettolose e dense di colore. Nell'ultima fase della sua vita egli iniziò a produrre quadri in serie, cambiando solo il momento della giornata e la stagione, ma non il soggetto, costituito ad esempio dalle ninfee, il ponte giapponese e il salice piangente. Con la visione di tali dipinti ed un saluto alla guida si è conclusa la nostra passeggiata “artistica”.

Dopo una rapida pausa pranzo in una tipica trattoria romana, ci siamo diretti a Montecitorio, dove ad attenderci c’era una simpatica e preparata signora che ci avrebbe condotti per le varie sale del palazzo.

Lì abbiamo trovato una gradevolissima sorpresa: l’onorevole Lodolini, deputato marchigiano, ci ha accolti ricordandoci l’importanza delle istituzioni e della partecipazione alla vita politica, sottolineando inoltre il ruolo del palazzo in cui ci trovavamo, vero e proprio “tempio” della democrazia, ed ha messo infine in risalto la fortuna che avevamo nel poterlo visitare con le nostre insegnanti.

Il giro è poi cominciato dal Transatlantico: un grande corridoio che collega la parte vecchia dell’edificio, costruita da Gian Lorenzo Bernini, a quella nuova, costruita da Carlo Fontana. Il nome dell'enorme sala deriva dal fatto che questa ricrea l’interno dei transatlantici, con un soffitto in legno a cassettoni e motivi che richiamano l’ambiente nautico.

Proseguendo la visita siamo andati alla sala “Aldo Moro”, detta anche “Sala Gialla”; in questo luogo si tengono convegni e conferenze. Successivamente la guida ci ha portato alla “Sala della Lupa”, chiamata così perché vi si trova la statua della Lupa, simbolo di Roma. Lì è stata proclamata la Repubblica all'indomani del referendum del 2 giugno 1946 e lì viene conservato uno dei tre esemplari originali della nostra Costituzione. In queste due sale sono inoltre presenti quadri e oggetti d’arte provenienti da tutta Italia e che - come ci ha spiegato la guida - ciascuna regione potrebbe un giorno riprendersi, se lo riterrà opportuno.

Poi, passando per il “Corridoio dei Busti”, siamo giunti alla “Sala della Regina”, dove l'attuale Presidente della Camera, Laura Boldrini, ha voluto che venissero raccolti quadri e fotografie raffiguranti i personaggi femminili facenti parte dell’Assemblea Costituente, le prime donne sindaco e, infine, coloro che hanno ricoperto ruoli prestigiosi nelle istituzioni italiane.

Dopodiché abbiamo visitato una mostra interattiva incentrata sulle testate giornalistiche, che hanno divulgato la notizia della nascita della Repubblica.

L’ultima meta del visita è stata l’”Aula”. Una volta entrati, la guida ci ha spiegato come si posizionano i vari deputati in base al loro orientamento politico, dove siedono il Presidente della Camera, i segretari e gli stenografi. Ci ha anche illustrato il sistema elettronico di votazione e la fisionomia della stanza.

Una volta usciti da Montecitorio, abbiamo fatto un rapido giro per Roma e visto la fontana di Trevi, uno dei più bei monumenti della città. Purtroppo il tempo non era dei migliori, perciò non abbiamo potuto protrarre oltre la nostra passeggiata ed abbiamo preferito salvarci dalla pioggia presso la ”Galleria Alberto Sordi”.

La gita si è conclusa a tarda sera, dopo un lungo viaggio in pullman che ci ha riportato a casa. Siamo tornati contenti e sicuramente arricchiti da questa esperienza, che si è rivelata molto interessante e ci ha permesso di toccare con mano argomenti già affrontati sui libri di testo.

 

Linda Fracascia, Cristine Rene Brou, Marianna Verdini

Classe III D

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