Accedi Registrati

Accedi

Lo scorso 25 aprile rimarrà a lungo nella memoria dei ragazzi della classe prima della scuola secondaria di Montecarotto.

Esattamente un anno fa, l'allora classe quinta della scuola primaria ottenne il quarto premio per il film documentario “Il Giardino della pace” al concorso regionale “Pietre della Memoria”. Il video narra della battaglia combattuta a Montecarotto dal 27 al 30 luglio 1944 tra un piccolo plotone della Brigata Maiella (fondata da Ettore Troilo nel dicembre del 1943) guidata dal vicecomandante Domenico Troilo, originario di Gessopalena, e un reparto di tedeschi numericamente e militarmente superiore. La vittoria raggiunta in extremis produsse entusiasmo tra le fila della resistenza italiana, aprendo la strada alla liberazione della provincia di Ancona. Il sostegno offerto alla lotta antinazista riaccese interesse tra gli Alleati, in un primo momento diffidenti verso i patrioti abruzzesi. Al valore eroico della vittoria si aggiunse la tenuta strategica di Montecarotto, punto di cuneo del fronte alleato nel luglio del 1944. Ai patrioti venne chiesto dunque un compito difficilissimo e senza aiuti da parte di polacchi e inglesi, entrambi impegnati lungo la costa adriatica provinciale. I patrioti della Maiella divennero l’unica formazione partigiana italiana che fronteggiò il nemico non solo nel proprio territorio di origine, ma anche nelle Marche e nel nord Italia e, per tale coraggio, la sola tra le bande partigiane italiane ad essere insignita della medaglia d’oro al valor militare nel 1965 dalle mani dall’allora ministro della Difesa Giulio Andreotti.

Gli interpreti del film, a un anno dal concorso regionale, sono stati ospiti delle celebrazioni del 73° anniversario della vittoria italiana sul nazifascismo nel territorio dove ebbe origine la piccola formazione partigiana, su invito della Fondazione Brigata Maiella, entusiasta del pregevole lavoro svolto dalla scuola di Montecarotto e, pertanto, opportunamente inserito nel programma del 25 aprile dell’entroterra abruzzese. I piccoli interpreti di una pagina comunque drammatica ma di imprescindibile importanza nella storia della resistenza nazionale, hanno avuto l’onore di stringere la mano al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ospite d’eccezione al Sacrario dei martiri della Brigata Maiella a Taranta Peligna (località tristemente famosa per essere stata interamente distrutta dai tedeschi in quanto passante lungo la linea Gustav), dove sono incisi, tra i tanti, i nomi di Tarcisio Tassi (patriota di Poggio San Marcello), di Amleto Contucci e del sergente Giuseppe Bianchi, le tre vittime partigiane della battaglia di quei tragici giorni di fine luglio.

Storie drammatiche locali che si uniscono ad altre ancora più dolorose che insanguinarono la Maiella fin dal dicembre del 1943, e sulle quali la lotta contro gli occupanti ricevette spirito di vendetta unitamente a un incessante desiderio di libertà. Il segno di quelle pagine eroiche è ancora vivo grazie al lavoro encomiabile della Fondazione della Brigata Maiella, da sempre custode di ogni frammento della lotta al nazifascismo di matrice “maiellina”. Un esempio che ci sprona a non consegnare all’oblio il sacrificio dei martiri caduti per la libertà, patrimonio insostituibile che ci lega inesorabilmente, sia come montecarottesi che come marchigiani, ai valorosi uomini abruzzesi. Le commemorazioni hanno riportato al centro del 25 aprile il significato dell’essere ancora partigiani, in un sentimento che ci unisce in un abbraccio spazio-temporale agli stessi ideali della resistenza italiana e ci ricorda che la libertà non ha confini.

Agenda

Grafica e stile del sito

Newsletter

Traduttore

Go to top

Questo sito necessita dell'utilizzo dei cookies per il suo corretto funzionamento. Chiudendo questo banner e continuando la navigazione acconsenti al loro uso.