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Un laboratorio speciale da un pittore di fama internazionale.

Il grande pittore ha accolto la Classe VA del plesso Anselmi nel suo laboratorio per una lezione d’arte. Ecco le impressioni di un’alunna e delle insegnanti:  

Bruno d 'Arcevia: il più grande pittore di Arcevia

Il giorno 15/11/2016 noi della classe quinta A siamo andati a visitare lo studio del gran pittore Bruno d'Arcevia, ad accoglierci c'era sua moglie Magdalena che viene dalla Polonia. Lui ha i capelli rossi rossi e due baffi sempre rossi, è di altezza normale per un uomo, ha un naso ad uncino, gli occhi marroni, ed una faccia ovale. Quando lo guardi in faccia sembra che sia arrabbiato invece è buono e gentile. Lui si veste in modo molto semplice con una felpa e una tuta e mi piace molto che non si vanti troppo. Appena arrivati voleva dipingere, però abbiamo proposto di rispondere a delle domande e lui ha accettato. Ce ne sono state due che mi hanno appassionato come non mai! La prima è stata quale era l'opera che gli piaceva di più, la seconda quando ha trasformato la sua passione in un vero e proprio lavoro. Alla prima domanda ha risposto che per lui i quadri sono come figli e quindi li ama tutti allo stesso modo, invece la seconda risposta mi ha fatto capire che se devo fare un lavoro devo farlo con il cuore come se fosse un gioco. La sua risposta infatti è stata che per lui fare il pittore è stato sempre un gioco e lo sarà per sempre, per questo non è una fatica. Anche io da grande farò come lui e non smetterò mai di credere alle sue parole. Dopo avergli fatto tutte le domande lui ha iniziato a dipingere e dopo le prime quattro pennellate già si intravedeva la figura, Io mi sono incantata a vederlo e non riuscivo a smettere. Finito il quadro mi sono incantata di nuovo: era bellissimo!! C'era Poseidone che era super arrabbiato, aveva il tridente in mano, sembrava che avesse appena provocato uno tsunami!! Poi ci regalò il quadro… Beato lui che può viaggiare con la fantasia e non fermarsi mai. Lo studio è molto bello e romantico, come se nell'aria ci fosse l'ispirazione e la cultura che è in lui, è una specie di grotta sotterranea. Non è molto ordinata ma non importa perché lo studio di un pittore deve trasmettere cultura e passione per l'arte.

Questa uscita didattica mi ha fatto capire che ci sono delle persone meravigliose dentro che ti possono far capire la gioia del mondo. Grazie Bruno!

Un uomo davanti ad una tela, un piccolo tavolo dove bisticciano su una tavolozza colori e pennelli sparsi, una confusione di tubetti di tempera in un laboratorio che è una vecchia cantina ristrutturata, opere in attesa, una luce che si diffonde a fatica ma l’artista non ne ha bisogno perché ha la luce dentro di sé.

    Una piccola scolaresca curiosa entra, si dispone e poi… tutto ha inizio.
    Il bisogno impellente di stringere tra le dita un pennello, un po’ di bianco e di rosso e si assiste al miracolo della creazione di un’opera d’arte. Prima è solo una linea, poi una porzione di volto, infine l‘impeto di uno sguardo, altre pennellate e compaiono i baffi imponenti, i capelli canuti, il braccio nervoso e il tridente. Regale e imponente è apparso Nettuno, che come una tempesta improvvisa domina la tela e sorprende per la sua inaudita potenza.
    I bambini assistono in estatico silenzio e infine ricevono in dono il quadro, ma il regalo più bello è stata l’emozione indelebile di osservare, non di comprendere, l’artista nel suo momento creativo che unisce nell’opera ciò che sa e ciò che è. Un infinito grazie al pittore Bruno d’Arcevia che ha offerto ai bambini una magica lezione di arte e di vita.

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